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Valutazione dell'albero

L'ETÀ DEGLI ALBERI

"Ogni anno un nuovo albero ricopre quello vecchio" (Alex Shigo).
Annualmente la nuova corteccia ricopre la precedente formando conseguentemente un ulteriore anello interno: gli alberi sono vivi e mutano continuamente forma.
Per calcolare l'età di un albero è quindi sufficiente contare gli anelli interni al tronco.
L'esperto è in grado di identificare gli anni di siccità rappresentati da anelli molto stretti o di intuire quando l'albero possa aver subito l'attacco di insetti o parassiti.
Gli alberi sono indicatori biologici eccezionali fornendo numerose informazioni ambientali.

Il metodo vta

Il metodo v.t.a. (visual tree assessment), elaborato dal prof. C. Mattheck (docente presso l’università di karlsruhe – in germania), consiste nella individuazione di quei sintomi esterni che l’albero palesa in presenza di anomalie a carico del legno interno.
Il metodo si basa sull’assioma della tensione costante, valida per le strutture biologiche. Questo significa che la struttura biologica si sviluppa in modo da garantire una regolare distribuzione del carico sulla sua superficie in tempi medi.
Se questa condizione ottimale dell’albero è alterata, per esempio a causa di una carie o di una rottura che possono agire localmente come cause di aumento di pressione sulla struttura, l’albero si affretta a ristabilire lo stato di “stress costante”, producendo materiale di riparazione nelle zone danneggiate. Questa formazione di materiale di riparazione è pertanto un segnale o sintomo della presenza di difetti meccanici e fisici all’interno dell’albero.
Mattheck e breloer hanno elencato tutti questi sintomi, legati alle anomalie  del legno interno.
Il metodo v.t.a. basa il tradizionale controllo a vista su principi di biomeccanica e stabilisce dei criteri per definire il difetto.
In questo modo vengono date delle direttive per stabilire quando diventano indispensabili esami tecnici più accorti.
Eeventuali danni interni possono venire evidenziati da rigonfiamenti, protuberanze, bombature, costolature assiali che possono formarsi a causa di una crepa. Questa aumenta la tensione all’interno del fusto.
La flessione delle fibre, determina invece un punto debole all’interno della corteccia, si forma un rigonfiamento a profilo netto, carattere che consente la distinzione dal rigonfiamento conseguente alla presenza di cavità di marciume.
Un'apertura in un albero non consente quasi mai un'ispezione visiva e quindi l’osservazione visiva va fatta con l’uso di strumentazione specifica.


Il martello ad impulsi

Il primo strumento da utilizzare è il martello ad impulsi sonori, mediante il quale si effettua la misura della velocità di propagazione del suono all’interno dell’albero.
Attraverso il martello viene inviato all’interno della sezione da esaminare, un impulso che si espande in direzione radiale fino a raggiungere un sensore opposto, che segnala l’arrivo del segnale stesso. Un apposito contatore misura il tempo impiegato dall’impulso sonoro per giungere al sensore.
Per la maggior parte delle specie di alberi esiste una velocità caratteristica del suono che si riduce nel caso di presenza di difetti. Se c’è una cavità o una crepa, il suono si propaga più lentamente; migliore è il legno tanto più rapida è la propagazione del suono.
In presenza di sezioni marcescenti non visibili, la velocità del suono al piede dell’albero sarà più bassa di quella effettuata in una porzione più elevata dell’albero dove il legno è intatto.
Con il martello elettronico non è però possibile misurare il danno interno o lo spessore della porzione sana residua del tronco, che è determinante per poter valutare la stabilità dell'albero in esame.


Il resi

Il resi si utilizza per verificare la resistenza del legno. La misurazione si effettua inserendo all’interno del punto di sondaggio un ago sottile, del diametro di 1,5 mm,  che penetrando nel legno ne misura la resistenza alla perforazione.
Ii profili di densità ottenuti dalle analisi con il Resi, fanno risaltare eventuali anomalie dei tessuti legnosi inteni. Inoltre è possibile quantificare lo spessore del legno intatto. L’attrito tra l’ago ed il legno sviluppa una temperatura di 300°C, alla quale i funghi responsabili di carie non sopravvivono.


Il rapporto T/r

La misurazione dello spessore sano residuo nel caso di alberi cavi è necessaria al fine del calcolo del rapporto t/r. Dall’analisi strumentale tramite la grandezza t (parete residua) in relazione con il valore ottenuto con la misura del raggio, si ottiene il rapporto t/r. Se il rapporto t/r è maggiore o uguale ad 1/3 l’albero può essere considerato stabile. Se il rapporto è inferiore ad 1/3 e l’albero è importante, si può effettuare una misura con il Frattometro per determinare la qualità del legno. Per il calcolo della stabilità va considerato il valore dello spessore residuo più basso e calcolare il rapporto t/r.

 

 


Il Frattometro

Il Frattometro è un altro strumento per la valutazione della stabilità meccanica degli alberi. Si  tratta  di un piccolo calcolatore tascabile nel quale viene inserita una carota prelevata con il succhiello di Pressler e successivamente caricata analogamente al carico cui sarebbe sottoposto l’albero se fosse esposto al vento. L’apparecchio è suddiviso in due parti: una parte fissa superiore ed una parte mobile inferiore. Fra la due parti si trova una molla meccanica a spirale che attraverso i movimenti rotatori viene caricata fino alla rottura; la misura delle resistenza del legno può essere letta da una scala all’esterno dell’involucro del Frattometro, dove sono riportate anche informazioni riguardo all’angolo di flessione che ha portato alla rottura. I due valori ricavati dal Frattometro permettono di effettuare la valutazione degli alberi. Importante per questa indagine è che la carota venga inserita in modo tale che le fibre siano parallele alla parte superiore dell’apparecchio perchè tale è anche il carico del tronco. I valori del Frattometro sono caratteristici per le diverse  specie. I dati del Frattometro dimostrano che i valori di resistenza aumentati si presentano soprattutto al di sotto della superficie della corteccia.


La reazione fisiologica dell’albero ed il Frattometro

L’albero ha varie possibilità per assorbire le forze. Per rimanere stabile l’albero deve allora crescere maggiormente in volume attraverso gli anelli più larghi, oppure il nuovo legno potrebbe avere una migliore qualità. Il Frattometro è uno strumento tascabile che valuta la qualità del legno. Con il frattometro si possono trarre conclusioni  molto importanti anche sulla vitalità dell’albero. L’utilizzo del frattometro consente inoltre di classificare il tipo di carie. Alla fine delle analisi agli alberi presi in esame viene attribuita una classe di propensione al cedimento che definisce il grado di pericolosità dell’albero stesso ed i turni di monitoraggio  a cui deve essere sottoposto, al fine di rilevare possibili aggravamenti. Il pericolo, infatti,  corrisponde alla propensione al cedimento dell’albero o di sue parti oppure, in termini statistici, alla probabilità che si verifichi un cedimento e questo è ciò che valutiamo con l’analisi visuale o strumentale della stabilità. Il rischio, invece, è formato dal prodotto tra la pericolosità insita nella pianta e la vulnerabilità del luogo di potenziale caduta.

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